L’art. 125 del Decreto Legge n. 34 del 19.05.2020 prevede il riconoscimento di un credito di imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Possono usufruire del credito di imposta in argomento i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il credito di imposta spetta fino ad un massimo di euro 60.000,00= per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

Rispetto alla previsione dell’abolito art. 64 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18, la misura in argomento ha elevato il beneficio dal 50% al 60% ed ha incluso, in maniera più dettagliata, la tipologia di spese ammesse al beneficio ossia:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. l’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Un’importante novità è che ai sensi dell’art. 122 del decreto legge il credito di imposta sulle spese di sanificazione e acquisto di dispositivi di protezione, anziché essere direttamente utilizzato, può essere oggetto di cessione, anche parziale, ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Fonte: Studio Di Sante